sabato 26 maggio 2018

Microbioma che fa miracoli…vedere per credere!

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Ho recentemente letto su Huffpost che a Londra un medico il dr. Michael Mosley al Science Museum ha compiuto un esperimenteo su se stesso, ovvero ha guardato insieme al pubblico cosa succedeva nel suo intestino, grazie ad una piccolissima telecamera della dimensione di una capsula ingerita dopo essere stato per un paio di giorni a digiuno.


Con questa tecnologia, il dr Mosley e il pubblico intervenuto hanno seguito tutto il percorso del cibo in diretta. La telecamera scattava 16 immagini al secondo e tramite il suo telefono e poi veniva proiettato su un grande schermo cosi che tutti sono riusciti a vedere in tempo reale.

Anche Mosley, come Ippocrate, sostiene che qualsiasi malattia abbia origine dall'intestino e che solo studiandolo e nutrendolo al meglio possiamo migliorare il nostro stato di salute. Migliorando lo stato di salute del nostro intestino possiamo migliorare il sistema immunitario, migliorare il sonno e sembrerebbe anche l'umore.
Ovviamente non voglio entrare troppo nei dettagli di questo esperimento, ma solo prenderne spunto per sottolineare ancora una volta quanto importante sia prenderci cura del nostro intestino.


E come possiamo fare?
Ci sono dei cibi che nutrono il nostro intestino come l'olio d'oliva, il pesce grasso, la carne, il cacao e ovviamente la frutta e la verdura. Mangiare più frutta e verdura significa assumere una maggiore quantità di fibra. Nella dieta tipica occidentale ne assumiamo normalmente meno della metà della dose giornaliera raccomandata. 
Inoltre aumentare il consumo di yogurt, molto meglio se fatto in casa che non va assolutamente zuccherato. 
Gli zuccheri, compreso il miele, sono nemici del nostro intestino. Meglio aggiungere frutta fresca. 
Bastano quattro settimane per ricostruire il microbioma.

lunedì 14 maggio 2018

Cibi di primavera, alleati della nostra pelle

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In queste settimane di attesa del caldo estivo facciamo il pieno di sali minerali e vitamine che ci offre la natura attraverso cibi belli, colorati e sani. Vi propongo oggi alcuni cibi particolarmente indicati per la salute della nostra pelle… che troppo spesso trascuriamo. 


Combattiamo le macchie con Fragole, Arance e kiwifrutti che hanno in comune il contenuto di vitamina C. In primavera la vitamina C non può proprio mancare: all’inizio della stagione la natura ci regala ancora arance e kiwi; verso fine stagione trionfano invece le fragole. Bastano 5 fragole per assumere la stessa quantità di vitamina C di un’arancia. La Vit C stimola la formazione del collagene e quindi aiuta la pelle a rimanere elastica. Con la primavera iniziano anche la belle giornate, il  giorno è più lungo e il sole diventa via via più intenso. La vitamina C ci aiuterà a prevenire la formazione di macchie scure.Anche le banane in aiuto della nostra pelle e dei capelli
Le banane contengono vari aminoacidi, vitamine e minerali che contribuiscono a rendere la pelle luminosa. In particolare, sono ricche di potassio e vitamine del gruppo B. Il potassio è un minerale che svolge un’azione benefica nei confronti della cute perché favorisce la diuresi e perciò è utilissimo nel prevenire e contrastare la ritenzione idrica e di conseguenza anche la cellulite.Vi consiglio un frullato di kiwi, fragole, banana e zenzero…tutto sano e buonissimo.
Le vitamine B contenute nelle banane sono invece validi alleati dei capelli. Questo frutto aiuta a mantenere i capelli sani anche perché contiene silicio, un minerale capace di mantenere intatta la struttura della cheratina (cioè la proteina principale dei capelli che rende la chioma forte e sana) e stimolare la produzione di collagene. Ciò vuol dire che anche le banane contribuiscono a mantenere elastica la cute.Possiamo ritrovare il silicio non solo nelle banane ma anche nelle patate e nei cereali. 

Scegliamo patate arricchite di selenio
La primavera è il periodo delle patate novelle. Le patate da scegliere sono quelle arricchite da selenio, cioè coltivate in terreni dove c’è un’alta concentrazione di questo minerale. Per riconoscerle basterà leggere l’etichetta. Il selenio è un minerale molto importante per il nostro organismo che deve essere assunto principalmente tramite gli alimenti. Questo minerale protegge i tessuti dallo stress ossidativo: il nostro corpo produce un antiossidante chiamato glutatione perossidasi, questo antiossidante serve a proteggerci dall’azione dei radicali liberi, cosi la nostra pelle sarà protetta dai fenomeni dell’invecchiamento.
Possiamo trovare il selenio anche nella carne di pollo, in alcuni pesci (come tonno e sardine), nei cereali integrali, nella frutta secca (in particolare nelle noci, a loro volta ricche di un’altra sostanza preziosa: la vitamina E).


Contrastiamo l’acne con il pesce azzurro
Le spigole ad esempio, di cui i nostri mari sono ricchi proprio in questa stagione, hanno pochissime calorie e moltissime proprietà benefiche, fanno bene alla pelle. Esse sono ricche di potassio e di acidi grassi omega 3. Gli omega 3 prevengono i danni alle cellule cutanee. In caso di acne, per esempio, mangiare le spigole (o comunque pesce azzurro) aiuta a sfiammare la cute. Gli acidi grassi omega 3 servono anche a mantenere la struttura di sostegno della pelle: cioè l’intreccio di fibre elastiche e collagene che distendono la cute. 

giovedì 29 marzo 2018

Intestino, teniamolo da conto

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Da tempo volevo dedicare un post all’intestino, si tratta di un organo tutt’altro che semplice e ha reso necessario un adeguato approfondimento, per non correre il rischio di scrivere ovvietà.
Il giorno è arrivato, complice anche un mio malessere rappresentato dal susseguirsi di forme gastrointestinali.
Ho scritto più volte che “siamo quello che mangiamo”, è altrettanto vero che tutto ciò che mangiamo ha profonde ripercussioni sulla qualità della flora batterica e di conseguenza sul benessere del nostro intestino.




Purtroppo sempre più spesso la dieta è esattamente l'opposto di quella adeguata per l’intestino. 
Consumiamo mediamente troppi prodotti da forno (dal pane ai dolci, dai grissini alla pizza e alle fette biscottate)e generalmente raffinati. I Cereali in chicco sono praticamente assenti dalla nostra dieta, fatta eccezione per il riso.
Il grano merita un capitolo a parte (che approfondiremo in un altro post), ma di certo oggi troppo ricco di glutine e di scarsa qualità.
Altri alimenti poco salutari al nostro intestino sono quelli ricchi di grassi saturi: formaggi, salumi, carni, anche in questo caso, spesso, si presta poca attenzione alla filiera del prodotto finito, rischiando di assumere oltre ai grassi saturi (già dannosi loro stessi), anche antibiotici e antiparassitari impiegati negli allevamenti e nel foraggio. Non parliamo della caseina, anch’essa merita un post dedicato.


L’intestino oltre a svolgere funzioni legate all’assimilazione del cibo (quasi il 90% del cibo che assumiamo viene assorbito dal sangue e distribuito all’organismo nell’intestino tenue) è sede di numerose reazioni immunitarie. In pratica, senza un intestino che funziona in maniera efficace siamo assolutamente carenti in quanto a capacità di difesa rispetto all’aggressione di microrganismi, allergie e malattie di vario tipo e non solo di quelle correlate all’apparato gastrointestinale. Tra le patologie dell’organismo legate alla cattiva salute intestinale troviamo: artrite, affaticamento, eruzioni cutanee, psoriasi, dolori muscolari, allergie, infezioni genitourinarie. Tra quelle propriamente intestinali: colite, diverticolite, morbo di Crohn, sindrome dell’intestino irritabile.


In un intestino sano la flora batterica (l’insieme di microrganismi che colonizzano l’apparato digerente) vive in uno stato di equilibrio. La competizione tra microbi impedisce infatti che una sola specie diventi invadente e che riversi nell’organismo tutti i suoi prodotti di scarto o tossine.
Quando qualcosa interviene a modificare questo equilibrio iniziano i problemi di salute.
A seguito di questi cambiamenti può accadere che i microbi (o i funghi o i lieviti) proliferino straordinariamente nel colon e invadano quindi anche il tenue e lo stomaco rendendo difficile la digestione, contendendosi i nutrienti e sovraccaricando l’intestino con le loro tossine di scarto. L’assorbimento di vitamina B12, così importante per il sistema nervoso, in questa situazione può venire ostacolato. Idem quello della vitamina K e di altre porzioni delle vitamine del complesso B.
Aumentano i processi putrefattivi (in caso di eccessi di proteine animali) e fermentativi (in caso di eccesso di carboidrati raffinati e zuccheri) nell’intestino dove l’equilibrio microbico è venuto a mancare.

Le famiglie principali di microrganismi in grado di mantenere in salute l’intestino sono i bifidobatteri e i lattobacilli, e primo fra tutti l’acidophilus.
I bifidobatteri promuovono la produzione di vitamine del gruppo B coinvolte nel rafforzamento del sistema immunitario. In secondo luogo incrementano l’azione immunostimolante di difesa dalle infezioni da agenti nocivi.
Il Lactobacillus acidophilus invece concorre a migliorare il sistema difensivo immunitario della mucosa intestinale grazie all’aumento della produzione di linfociti B e T e alla migliore concentrazione di anticorpi IgM.



Gli alimenti che fanno bene all’intestino
Avena: ha ottime fibre molto utili per regolarizzare le funzioni intestinali.
Caco: combatte le infiammazioni intestinali.
Carciofi crudi: utili nelle infezioni intestinali e nelle diarree croniche.
Carota: antiputrida, regolarizza l'intestino e aiuta la cicatrizzazione della mucosa; quella nera inoltre contiene antiossidanti di qualità
Cavolo: cicatrizzante e antinfiammatorio, ottimo sotto forma di succo anche con la carota;
Mela: la mattina è depurativa, la sera lassativa, grattugiata è ottima contro le diarree infantili. L'infuso combatte i disturbi intestinali, soprattutto con radice di liquirizia.
Mirtillo: antisettico, combatte fermentazioni e dissenteria.
Miso: è ricco di fermenti utili per il benessere gastrointestinale.
Orzo: rinfrescante ed emolliente, favorisce il transito intestinale.
Patata: emolliente per le mucose, favorisce la funzionalità dell'intestino, combatte stipsi ed emorroidi.
Riso: integrale è antifermentativo e anticolitico, contiene poi tricina, sostanza che contrasta la sintesi degli eicosanoidi (agenti biologici legati ai processi infiammatori).
Saraceno granoricco di antiossidanti, è fortemente antinfiammatorio.
Semi di Lino:  ricchi di fibre e antiossidanti, vanno macinati al momento dell'uso con una macinacaffè e aggiunti a yogurt, frutta, insalate o altro.

Qualche altro consiglio…
Beviamo tanta acqua. L’organismo deve essere sempre idratato: bevi 1,5-2 litri di acqua al giorno.
Limitiamo gli zuccheri e i condimenti.
Muoviamoci! L’attività fisica regolare (anche camminare e fare le scale) è importante per la salute dell’intestino.

venerdì 9 marzo 2018

Alloro, una fama che viene da lontano

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Oggi voglio dedicare questo spazio ad una pianta aromatica mediterranea dalle numerose proprietà salutari, l’alloro o lauro, la cui conoscenza dipende soprattutto dai poeti che utilizzavano l’alloro come simbolo di fama e riconoscimento. Nella mitologia sia greca che romana, l’alloro aveva una connotazione di sacralità.  


In ambito culinario, l’alloro è utilizzato per lo più come aroma per carni e pesci, personalmente, aggiungo quasi sempre una foglia di alloro al mio brodo e spesso all’acqua di cottura della pasta.
Le foglie di alloro sono particolarmente ricche di vitamina C, quindi alleate del sistema immunitario e con proprietà antiossidanti. Ricche anche di acido folico e di vitamina A. di potassio, il rame, il ferro, il selenio, il magnesio e lo zinco, sali minerali che come abbiamo visto più volte, sono fondamentali per l’equilibrio e il benessere dell’organismo.
Le proprietà benefiche dell’alloro nascono dalla presenza di oli essenziali contenuti nelle bacche e nelle foglie. L’olio essenziale di alloro, infatti, è ricco di numerosi estratti come l’eucalipto, il pinene, il geraniolo, il cineolo, l’eugenolo, il terpineolo. Dal punto di vista erboristico, l’alloro ha proprietà astringenti e diuretiche, favorisce l’appetito e dà sollievo dai dolori di stomaco e da coliche.


Vediamo nel dettaglio come impiegare l’alloro perchè possa esprimere al meglio le sue proprietà
• Digestione
Ho letto che secondo la medicina ayurvedica, bere un infuso di foglie d'alloro contribuisce a regolare e migliorare la digestione, soprattutto nei casi di gonfiore e costipazione. Ha infatti proprietà diuretiche che aiutano a liberarsi degli eccessi di tossine, ma è anche ricco di enzimi che migliorano l'azione digestiva del succhi gastrici. 
• Per i capelli
Un infuso d'alloro aiuta a prevenire la caduta dei capelli e a ridurre la forfora. È sufficiente mettere qualche foglia in una pentola contenente acqua e portare a ebollizione. Dopo che l'infuso è diventato tiepido, possiamo utilizzarlo per risciacquare i capelli (dopo lo shampoo), massaggiando delicatamente la cute. 
• Tosse, raffreddore, influenza
Un infuso di alloro può aiutare ad alleviare i sintomi delle influenze stagionali o delle infezioni delle vie respiratorie grazie all’effetto espettorante di questa pianta. Si può bere l’infuso ma anche applicarlo sotto forma di impacco caldo sul petto.
• Dormire bene
L’alloro ha effetti rilassanti sull’organismo. Una tisana a base di queste foglie concilia il sonno.
• Circolazione sanguigna
L'alloro contiene acido laurico, linoleico e oleico, questi composti sono di grande aiuto per regolare la circolazione sanguigna.
• Disintossicare: 
l’alloro è un buon rimedio naturale per pulire e disintossicare il fegato. I principi attivi presenti nelle foglie hanno anche proprietà epatoprotettive.

lunedì 5 febbraio 2018

Bianche, ramate e rosse, le cipolle non possono mancare in cucina

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Nota ed apprezzata sin dall’antichità la cipolla è presente sulle nostre tavole quasi quotidianamente. Anche gli studi scientifici più recenti confermano la ricchezza di virtù di questo frutto della nostra terra. Oggi voglio accompagnarvi alla scoperta di qualche particolarità.


Iniziamo a conoscerla dal punto di vista nutrizionale.
Ha pochissime calorie, solo 26 kcal per 100 gr.
Contiene carboidrati, fibre, potassio, magnesio, fosforo, calcio, vitamina A e vitamina C. Ed è particolarmente ricca d’acqua: su 100gr ben 92 sono di liquidi.
- bianca, rossa - come quelle di Tropea - oppure dorata, la cipolla al suo interno è di un bel bianco lucido e croccante e appartiene al gruppo di frutta e verdura di colore bianco, dalle preziose proprietà nutritive.
E’ un potente antibatterico naturale  grazie allo zolfo e alla quercetina che svolgono un’azione di contrasto della crescita di microrganismi dannosi, come batteri e lieviti quindi utile nella cura delle infiammazioni alle vie respiratorie e anche delle forme influenzali.
La quercitina di cui la cipolla è particolarmente ricca, svolge un’azione protettiva anche nei confronti di alcuni tipologie tumorali, come ad esempio quelle gastrointestinali.
Anche la allinasi (che quando incontra il liquido presente sul bulbo oculare si trasforma in acido solforico ed è responsabile della lacrimazione degli occhi) possiede proprietà antisettiche.
L’inulina contrasta i processi infiammatori.
Tra i sali minerali di cui è ricca, primo tra tutti il potassio che contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso e alla normale funzione muscolare oltre che a mantenere regolare la pressione sanguigna; aiuta a depurare l’organismo favorendo l’eliminazione dell’acqua in eccesso dalle cellule.
La fibra invece mantiene in salute l’intestino. Quella solubile come la pectina, se assunta giornalmente in almeno 6 g, contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue.
Secondo recenti studi scientifici la cipolla è in grado di abbassare la glicemia grazie ad alcuni suoi composti, come la glucochinina, che agiscono in modo simile all’insulina.
Altro principio benefico contenuto nella cipolla è l’allilsolfuro, che rende il sangue più fluido e meno incline alla formazione di trombi. 


Le cipolle rosse, in modo particolare le pregiatissime cipolle rosse di Tropea (varietà calabrese che è diventata famosa in tutto il mondo per il suo sapore dolce e aromatico), sono più adatte per essere mangiate crude soprattutto per il maggior contenuto di flavonoidi che la cottura, specie se drastica, contribuisce a ridurre.
Le cipolle bianche sono più indicate per essere cotte.
Per le persone che soffrono di iperacidità, di gastrite o di ulcera gastroduodenale è preferibile che la cipolla venga mangiata cotta.
Ogni volta che si consuma un cibo grasso (uova, pesce, carne, ecc) un piccolo contorno di cipolla rossa cruda migliora la digestione e l’assorbimento dei grassi promuovendo il colesterolo buono HDL.


Curiosità
Tagliare le cipolle è un compito difficile: come evitare di piangere dopo pochi secondi? Usando un coltello affilatissimo, lavandole bene o mettendole in freezer 10-15 minuti prima di tagliarle, oppure bagnare con acqua calda la lama del coltello, o mettere la cipolla a bagno per almeno un’ora prima del taglio.
Non conservare in frigorifero cipolle e patate insieme, le cipolle assorbono l'umidità delle patate e vanno a male velocemente.
Per rimuovere l’odore di cipolla dalle mani, è necessario strofinare  con aceto, sale o succo di limone e successivamente lavare le mani con acqua calda e sapone
Se si è colpiti da una vespa è utile passare sulla zona colpita una cipolla fresca, tagliata a metà: si eviterà la formazione del gonfiore e l’inevitabile prurito. Dopo qualche minuto, sciacquare con acqua tiepida.

venerdì 22 dicembre 2017

Le api alleate della nostra salute: il miele e la propoli

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In questo post e nel prossimo parliamo di quattro fantastici prodotti delle api: il miele, la propoli, la pappa reale e il polline.


Cominciamo con quello più conosciuto e più utilizzato, il miele, un alimento considerato un vero e proprio concentrato di salute, indubbiamente la miglior scelta tra i dolcificanti, ma non solo questo.Il miele è un prodotto completamente naturale, nulla può essere aggiunto al prodotto: né zuccheri, né conservanti, né coloranti o aromatizzanti. Per ottenerlo non servono processi di tipo industriale, ma solo pochi e semplici passaggi. Inoltre, precisazione non irrilevante, le norme sui residui da farmaci veterinari sono particolarmente restrittive.


È un alimento molto energetico e con un elevato potere dolcificante. A parità di peso, è meno calorico dello zucchero: 100 grammi apportano 320 calorie, contro le 392 dello zucchero tradizionale e le 362 dello zucchero di canna. Attenzione: un cucchiaino di miele è più calorico di un cucchiaino di zucchero, anche se hanno lo stesso volume, i due alimenti hanno un peso specifico diverso.
Il miele è un alimento ad alta digeribilità che viene metabolizzato nel fegato.Il miele contiene il glucosio, che viene utilizzato immediatamente, e il fruttosio che invece funziona da riserva energetica e viene usato in un secondo momento, dopo essere stato trasformato. Per questo è adatto agli sportivi, così come agli anziani e agli studentiRiduttivo pensare che il miele sia solo una fonte di energia, esso è ricco di acidi organici, minerali, proteine, amminoacidi, vitamina C, vitamina A, alcune vitamine del gruppo B e pigmenti di origine vegetale che concorrono a determinarne il colore (carotenoidi, antociani, flavonoidi). Si tratta di sostanze con una spiccata proprietà antibatterica e antiossidante.


La propoli  è considerata un antibiotico naturale  soprattutto per combattere i malanni stagionali. Si tratta di una sostanza resinosa prodotta dalle api, raccolta dalle piante e poi trasformata utilizzando cera ed enzimi (anch'essi di produzione propria). Il risultato è un prodotto totalmente naturale dalle caratteristiche molto particolari ed estremamente benefico per il nostro organismo tanto da essere uno dei rimedi naturali più noti e utilizzati.
Il principale beneficio della propoli è il suo potere antibatterico documentato scientificamente.
I principi attivi contenuti nella propoli sono in grado di inibire lo sviluppo di diversi tipi di batteri tra cui l’Escherichia coli, il Proteus vulgaris, il Mycocterium tubercolosis, il Bacillus alvei, il Bacillus larvae, il Bacillus subtilis e alcuni tipi di salmonelle.Da non sottovalutare anche le proprietà antivirali e antifungine, le api stesse utilizzano la propoli per isolare dagli agenti esterni e disinfettare l’alveare.Inoltre la propoli possiede uno spiccato potere cicatrizzante, ed un’azione antinfiammatoria ed analgesica sulle mucose, se spruzzata ad esempio sulla gola, tende a ridurre il fastidio, ma soprattutto, crea uno schermo antibatterico.


venerdì 10 novembre 2017

Il caffè tutto sommato non fa male alla salute… basta che non sia bollente!

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Difficile che passi un mese senza che ci sia notizia di una nuova ricerca scientifica che nobilita il caffè, personalmente lo adoro, ma possiamo stare davvero tranquilli?

"Quattro o cinque tazzine di caffè al giorno, anche decaffeinato, riducono la mortalità cardiovascolare in follow up che vanno da 10 a 18 anni. A lungo termine, bere caffè ha un effetto positivo" Sebastiano Marra, direttore del Dipartimento Cardiovascolare del Maria Pia Hospital di Torino. Inoltre, lo stesso studio conferma che chi beve caffè ha un umore migliore, meno ansia, riposa meglio, non ha pressione o colesterolo più alti. 

Caffè anti-cirrosi per i pazienti affetti da epatite C cronica: lo sostiene uno studio condotto dal National Cancer Institute (NCI). I ricercatori hanno riscontrato che bere tre o più tazze di caffè al giorno ridurrebbe del 53% la progressione della malattia epatica rispetto a chi non ne ha mai consumato.





Tre o quattro tazzine di caffè al giorno e il il diabete mellito (di tipo 2) è sotto controllo. A sostenerlo è uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del George Institute for International Health dell`University of Sydney.
Chi beve caffè ha il 27% di possibilità in meno di incorrere in un ictus rispetto a chi non fa uso della bevanda. È quanto emerge da uno studio condotto  da un gruppo di ricercatori inglesi della University of Cambridge.
Inoltre, tra gli acidi polinsaturi del caffè anche quelli della famiglia degli Omega 3 i cui effetti positivi sono noti da tempo: ideali per un buon funzionamento del cervello, buoni per rafforzare il sistema immunitario e ottimi soprattutto per scongiurare problemi cardiaci.
Il consumo regolare di caffé potrebbe ridurre del 25% la probabilità di ammalarsi di Parkinson. È la conclusione di  uno studio portoghese pubblicato sul Journal of Alzheimer`s Disease. Chi beve 2 o 3 tazze al giorno avrebbe un rischio minore di sviluppare la malattia degenerativa a carico del sistema nervoso.

Un nuovo studio scientifico della Monash University in Australia, suggerisce che il caffè ha un ruolo nella stabilizzazione dei radicali liberi, aggiungendo alla capacità antiossidante della bevanda una proprietà antiradicali liberi.

Di caffè e tumori si è discusso tanto negli ultimi anni. L’occasione era stata l’emissione di un nuovo parere da parte dello Iarc, (l’agenzia dell’Oms per la ricerca sul cancro) sul caffè: da essere considerata potenzialmente cancerogena, la bevanda era stata riclassificata andando a finire nella categoria 3, quella per cui non esistono prove di un possibile rischio di tumore (discorso a parte invece per le bevende molto calde, caffè compreso, ritenute probabilmente cancerogene).
Al contrario, nel caso del caffè, come la stessa Iarc ricordava, la revisione sul tema ha portato a concludere che qualche effetto protettivo derivante dal consumo di caffè potesse esistere contro il tumore al fegato e all’utero. Nel caso del fegato, una recente revisione degli studi in materia, che abbracciava oltre due milioni di partecipanti, concludeva che il consumo di caffè – anche in forma decaffeinata, sebbene in misura minore – fosse associato con un minor rischio di carcinoma epatocellulare.





Ed ora veniamo alle cattive notizie…
Secondo uno studio condotto dagli esperti dell’ Università del Texas, la coltivazione di caffè sta minacciando l’ambiente perché, a differenza di come si faceva in passato quando il caffè cresceva solo nelle zone ombrose, le moderne aziende agricole coltivano in pieno sole. L’esposizione delle piante al sole serve a incrementare i raccolti, ma per praticarla gli agricoltori disboscano i terreni, per sfruttare meglio la luce. L’abbattimento degli alberi ha provocato un calo della presenza di pipistrelli e di altri predatori naturali di insetti, il che ha portato all’aumento dell’impiego di pesticidi sulle coltivazioni per debellare gli attacchi dei parassiti
Sempre più evidenti risultano i danni per la salute, soprattutto di chi lavora nelle piantagioni, e per l'ambiente derivanti da un’eccessiva e crescente "chimicizzazione" dell'agricoltura, sia in termini di accumulazione di residui tossici e cancerogeni nel tessuto adiposo di uomini e animali, che di avvelenamento dei suoli, delle acque sotterranee e di superficie.



Attualmente i paesi produttori di caffè sono 50: il Brasile è in testa alla classifica con il 35% della produzione mondiale, seguono Vietnam, Indonesia, Colombia, Etiopia, India, Honduras …via via in fondo troviamo Angola, Sierra Leone, Liberia, Malawi, Zambia. Per tutti questi Paesi il caffè rappresenta una delle principali fonti di esportazione e per i piccoli paesi produttori situati nel centro America e in Africa il caffè rappresenta una ricchezza nazionale.
Il maggior pericolo deriva dall’impiego di terbufos e il glifosato, il primo ampiamente utilizzato in Brasile e in altri Paesi, ma vietato in Europa; il secondo, il glifosato, in Unione Europea è ammesso entro certi limiti (limiti che non esistono ad esempio nell’America meridionale, in Indonesia, in Africa).
Il caffè biologico rappresenta solo il 6,6% del caffè raccolto nel mondo, ma è in crescita… e questa è una buona notizia!