venerdì 23 novembre 2018

Ma quando è troppo, è troppo!

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Quando pensi di avere una sana alimentazione e ti ritrovi in Pronto Soccorso,  mentre sei pronto a partire per un viaggio, con un blocco intestinale ed esci dall’ospedale senza 40 cm di intestino, ti chiedi cosa c’è che non ha funzionato. A maggior ragione quando scopri che la ragione del grave rischio corso è una alimentazione troppo ricca di fibre.
Ma che tpo di strana alimentazione hai? Mangi solo verdure e cereali? Mi dice il chirurgo dopo intervento, confermandomi che il blocco era dovuto ad eccessivo accumulo di fibre. 
Di solito l'accumulo di fibra alimentare è la conseguenza dell’utilizzo eccessivo  di integratori e prodotti concentrati (non era proprio il mio caso).
Una cosa che non sempre si valuta adeguatamente e che mi sembra utile condividere, è il rischio che comporta l’introduzione di molte fibre senza contemporaneamente bere una quantità adeguata di acqua.
Il tratto digestivo richiede molti liquidi per trasportare il contenuto lungo tutto il percorso e, se non sono sufficienti, l’intestino non sarà in grado di lavorare in maniera adeguata, con il risultato di generare stipsi o anche arrivare al blocco. Intestinale, che rappresenta l’effetto collaterale peggiore che potrebbe capitare come conseguenza del consumo eccessivo di  fibre (ho scoperto che questo tipo di blocco si chiama fitoazoar).
Avviene solo nel caso di un eccessivo consumo di fibre accompagnato da troppo poca acqua o liquidi, e in concomitanza di alcuni altri fattori quali la presenza di aderenze o briglie cicatriziali, anse intestinali dilatate, diverticoli, ecc.


Non ho nessuna competenza per trattare questi temi da un punto di vista scientifico, ma mi sembra utile portare la mia esperienza per invitare quanti si sono avvicinati ad uno stile di vita che insieme all’attività fisica, privilegia una alimentazione basata su cereali integrali, legumi, semi oleaginosi, verdura e frutta, pesce e carni bianche, a non pensare che una volta fatta questa scelta scelta salutare il gioco è fatto, e la salute è garantita.
C’è una terza abilità che serve coltivare, la consapevolezza di sé, del proprio corpo e delle proprie emozioni, della propria unicità, non rinunciare a pensare con la propria testa per  assumerci ogni giorno la responsabilità delle nostre scelte, che deve tener conto di come ognuno di noi è diverso  e unico.  
Scrive Giulia Enders (L’intestino felice, Sonzogno) che l’intestino, questo  lungo tubo all’interno del quale il cibo viene demolito e assimilato, è l’organo meno conosciuto del nostro corpo. 
In realtà è la sede della parte più importante del sistema immunitario. Un organo che produce molti ormoni. Un secondo cervello, che riceve e manda informazioni a quello collocato nella scatola cranica, influenzandone il funzionamento. E’ la dimora della maggior parte dei batteri che convivono con il nostro organismo. 
Ognuna di queste definizioni dell’intestino contiene una parte di verità. Ma solo riunendole iniziamo a intravedere la complessità di quest’organo e il suo ruolo centrale nel mantenimento del benessere e della salute. 
Silvio 



lunedì 8 ottobre 2018

Ottobre, cresce la voglia di funghi, ma fanno tutti bene?

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Ricominciamo a postare, dopo la lunga pausa estiva, approfondendo la conoscenza di un alimento che per alcuni è una vera passione: i funghi!



Fanno bene, fanno male, allungano la vita, assorbono radioattività, meglio quelli italiani o quelli giapponesi…insomma vediamo di capire cosa è meglio scegliere.
funghi sono organismi ben distinti dai vegetali, per morfologia, vita vegetativa, proprietà e riproduzione, costituendo infatti un regno a sé stante. Tuttavia, sia perché presentano diversi aspetti nutrizionali in comune con gli ortaggi, sia per l’uso che se ne fa nella comune alimentazione, vengono spesso considerati alimenti di origine vegetale.
I funghi contengono soprattutto acqua, circa il 90% del peso, e sono ricchi di fibra alimentare. I valori nutrizionali dipendono dalla tipologia consumata (porcini, champignon, pioppini, pleurotus ecc.), tuttavia è possibile stimare una media delle calorie e dei macronutrienti contenuti in 100 grammi: solo 27 calorie.
I funghi freschi contengono pochi grassi 0,2% e carboidrati, 0.8%, mentre contengono una discreta concentrazione di proteine, il 3.7% del peso. Queste ultime hanno un ottimo valore biologico, ossia sono ricche di amminoacidi essenziali. 
Per quanto riguarda i sali minerali: selenio, calcio, fosforo, magnesio, ferro e potassio
La buona concentrazione di potassio, a dispetto della minima quantità di sodio, rende i funghi naturalmente diuretici.
Utili nel prevenire e contrastare l’anemiae i suoi sintomi fastidiosi quali debolezza, mal di testa e problemi digestivi, grazie al buon contenuto di ferro.
I funghi freschi sono anche una buona fonte di vitamine: hanno una discreta concentrazione di vitamine del gruppo B, in particolare di tiamina. Buono è anche l’apporto di vitaminaA, C e D.
Inoltre, i funghi contengono insulina naturale ed enzimi che aiutano l’organismo a scomporre gli zuccheri e l’amido contenuti negli alimenti.
Purtroppo sono alimenti poco digeribili, soprattutto perché contengono micosina: una proteina che non è assimilabile dal nostro organismo.
I funghi sono considerati un sostegno per il sistema immunitario, esplicando importanti proprietà antibatteriche. Nello specifico sono i polisaccaridi che i funghi contengono, ad assicurare un riequilibrio del sistema immunitario, sia quando questo è iperstimolato da allergie o infiammazioni, sia in condizioni di infezioni croniche. L’azione immunostimolante è potenziata anche dalla presenza di selenio, in grado di stimolare la produzione di citochine da parte dei leucociti, responsabili, nello specifico, della risposta immunitaria alle infezioni. Ricordiamo tra l’altro che il selenio è un antiossidante ed è benefico anche per capelli, unghie e denti.
Lo Shiitake (Lentinus Edodes) è una qualità di fungo che proviene dall’Estremo Oriente, già diffuso nell’antica Cina prima ancora dello sviluppo della coltivazione del riso e da centinaia di anni parte integrante della dieta in Giappone. E’ conosciuto anche come fungo cinese o fungo giapponese
Ai funghi Shiitake vengono attribuite particolari proprietà stimolanti delle difese immunitarie dell’organismo, attivo soprattutto contro agenti batterici e virali ed associate anche proprietà epatoprotettive (protettrici del fegato). Questi funghi sarebbero anche in grado di contribuire ad abbassare il colesterolo.
Secondo Georges Halpern, - scienziato impegnato nella ricerca relativa alle proprietà curative dei funghi - i funghi Shiitake sarebbero in grado di aiutare il nostro organismo con un’azione antitumorale, antinfiammatoria e antibatterica. Contribuirebbero anche a tenere sotto controllo i sintomi dell’Alzheimer, a innalzare il livello del sistema immunitario e a disintossicare il fegato. 

Ed ora approfondiamo la questione FUNGHI E RADIOATTIVITA’
ARPA Lombardia:
Gli ambienti boschivi, tendenzialmente indisturbati, tendono a trattenere in maniera più pronunciata i radionuclidi artificiali delle ricadute radioattive del passato. Alcuni organismi in particolare, come i funghi e i muschi, fissano stabilmente i radionuclidi e sono efficaci bioindicatori ambientali. 
I funghi spontanei
I funghi sono considerati utili bioindicatori della radioattività ambientale poiché sono in grado di assorbire e trattenere il cesio presente nel terreno; questa loro peculiarità fa sì che la concentrazione media di cesio 137 nei funghi sia superiore a quella di tutti gli altri prodotti alimentari, con variazioni che dipendono sia dalla specie che dal luogo di prelievo. Vengono analizzate unicamente specie commestibili (porcini, gallinacci, mazze di tamburo, chiodini ecc). 
Il monitoraggio dell’ambiente selvatico viene condotto sia per i prodotti spontanei commestibili (bacche, funghi) che per i marcatori ambientali (muschi). Per quanto riguarda i prodotti spontanei ad uso alimentare, le misure condotte indicano che una quantità trascurabile di cesio 137 è contenuta nelle bacche selvatiche; più rilevanti sono le concentrazioni misurate nei funghi anche se la maggior parte dei valori rilevati sono risultati inferiori al livello indicato nella Raccomandazione Europea 2003/274.


sabato 26 maggio 2018

Microbioma che fa miracoli…vedere per credere!

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Ho recentemente letto su Huffpost che a Londra un medico il dr. Michael Mosley al Science Museum ha compiuto un esperimenteo su se stesso, ovvero ha guardato insieme al pubblico cosa succedeva nel suo intestino, grazie ad una piccolissima telecamera della dimensione di una capsula ingerita dopo essere stato per un paio di giorni a digiuno.


Con questa tecnologia, il dr Mosley e il pubblico intervenuto hanno seguito tutto il percorso del cibo in diretta. La telecamera scattava 16 immagini al secondo e tramite il suo telefono e poi veniva proiettato su un grande schermo cosi che tutti sono riusciti a vedere in tempo reale.

Anche Mosley, come Ippocrate, sostiene che qualsiasi malattia abbia origine dall'intestino e che solo studiandolo e nutrendolo al meglio possiamo migliorare il nostro stato di salute. Migliorando lo stato di salute del nostro intestino possiamo migliorare il sistema immunitario, migliorare il sonno e sembrerebbe anche l'umore.
Ovviamente non voglio entrare troppo nei dettagli di questo esperimento, ma solo prenderne spunto per sottolineare ancora una volta quanto importante sia prenderci cura del nostro intestino.


E come possiamo fare?
Ci sono dei cibi che nutrono il nostro intestino come l'olio d'oliva, il pesce grasso, la carne, il cacao e ovviamente la frutta e la verdura. Mangiare più frutta e verdura significa assumere una maggiore quantità di fibra. Nella dieta tipica occidentale ne assumiamo normalmente meno della metà della dose giornaliera raccomandata. 
Inoltre aumentare il consumo di yogurt, molto meglio se fatto in casa che non va assolutamente zuccherato. 
Gli zuccheri, compreso il miele, sono nemici del nostro intestino. Meglio aggiungere frutta fresca. 
Bastano quattro settimane per ricostruire il microbioma.

lunedì 14 maggio 2018

Cibi di primavera, alleati della nostra pelle

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In queste settimane di attesa del caldo estivo facciamo il pieno di sali minerali e vitamine che ci offre la natura attraverso cibi belli, colorati e sani. Vi propongo oggi alcuni cibi particolarmente indicati per la salute della nostra pelle… che troppo spesso trascuriamo. 


Combattiamo le macchie con Fragole, Arance e kiwifrutti che hanno in comune il contenuto di vitamina C. In primavera la vitamina C non può proprio mancare: all’inizio della stagione la natura ci regala ancora arance e kiwi; verso fine stagione trionfano invece le fragole. Bastano 5 fragole per assumere la stessa quantità di vitamina C di un’arancia. La Vit C stimola la formazione del collagene e quindi aiuta la pelle a rimanere elastica. Con la primavera iniziano anche la belle giornate, il  giorno è più lungo e il sole diventa via via più intenso. La vitamina C ci aiuterà a prevenire la formazione di macchie scure.Anche le banane in aiuto della nostra pelle e dei capelli
Le banane contengono vari aminoacidi, vitamine e minerali che contribuiscono a rendere la pelle luminosa. In particolare, sono ricche di potassio e vitamine del gruppo B. Il potassio è un minerale che svolge un’azione benefica nei confronti della cute perché favorisce la diuresi e perciò è utilissimo nel prevenire e contrastare la ritenzione idrica e di conseguenza anche la cellulite.Vi consiglio un frullato di kiwi, fragole, banana e zenzero…tutto sano e buonissimo.
Le vitamine B contenute nelle banane sono invece validi alleati dei capelli. Questo frutto aiuta a mantenere i capelli sani anche perché contiene silicio, un minerale capace di mantenere intatta la struttura della cheratina (cioè la proteina principale dei capelli che rende la chioma forte e sana) e stimolare la produzione di collagene. Ciò vuol dire che anche le banane contribuiscono a mantenere elastica la cute.Possiamo ritrovare il silicio non solo nelle banane ma anche nelle patate e nei cereali. 

Scegliamo patate arricchite di selenio
La primavera è il periodo delle patate novelle. Le patate da scegliere sono quelle arricchite da selenio, cioè coltivate in terreni dove c’è un’alta concentrazione di questo minerale. Per riconoscerle basterà leggere l’etichetta. Il selenio è un minerale molto importante per il nostro organismo che deve essere assunto principalmente tramite gli alimenti. Questo minerale protegge i tessuti dallo stress ossidativo: il nostro corpo produce un antiossidante chiamato glutatione perossidasi, questo antiossidante serve a proteggerci dall’azione dei radicali liberi, cosi la nostra pelle sarà protetta dai fenomeni dell’invecchiamento.
Possiamo trovare il selenio anche nella carne di pollo, in alcuni pesci (come tonno e sardine), nei cereali integrali, nella frutta secca (in particolare nelle noci, a loro volta ricche di un’altra sostanza preziosa: la vitamina E).


Contrastiamo l’acne con il pesce azzurro
Le spigole ad esempio, di cui i nostri mari sono ricchi proprio in questa stagione, hanno pochissime calorie e moltissime proprietà benefiche, fanno bene alla pelle. Esse sono ricche di potassio e di acidi grassi omega 3. Gli omega 3 prevengono i danni alle cellule cutanee. In caso di acne, per esempio, mangiare le spigole (o comunque pesce azzurro) aiuta a sfiammare la cute. Gli acidi grassi omega 3 servono anche a mantenere la struttura di sostegno della pelle: cioè l’intreccio di fibre elastiche e collagene che distendono la cute. 

giovedì 29 marzo 2018

Intestino, teniamolo da conto

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Da tempo volevo dedicare un post all’intestino, si tratta di un organo tutt’altro che semplice e ha reso necessario un adeguato approfondimento, per non correre il rischio di scrivere ovvietà.
Il giorno è arrivato, complice anche un mio malessere rappresentato dal susseguirsi di forme gastrointestinali.
Ho scritto più volte che “siamo quello che mangiamo”, è altrettanto vero che tutto ciò che mangiamo ha profonde ripercussioni sulla qualità della flora batterica e di conseguenza sul benessere del nostro intestino.




Purtroppo sempre più spesso la dieta è esattamente l'opposto di quella adeguata per l’intestino. 
Consumiamo mediamente troppi prodotti da forno (dal pane ai dolci, dai grissini alla pizza e alle fette biscottate)e generalmente raffinati. I Cereali in chicco sono praticamente assenti dalla nostra dieta, fatta eccezione per il riso.
Il grano merita un capitolo a parte (che approfondiremo in un altro post), ma di certo oggi troppo ricco di glutine e di scarsa qualità.
Altri alimenti poco salutari al nostro intestino sono quelli ricchi di grassi saturi: formaggi, salumi, carni, anche in questo caso, spesso, si presta poca attenzione alla filiera del prodotto finito, rischiando di assumere oltre ai grassi saturi (già dannosi loro stessi), anche antibiotici e antiparassitari impiegati negli allevamenti e nel foraggio. Non parliamo della caseina, anch’essa merita un post dedicato.


L’intestino oltre a svolgere funzioni legate all’assimilazione del cibo (quasi il 90% del cibo che assumiamo viene assorbito dal sangue e distribuito all’organismo nell’intestino tenue) è sede di numerose reazioni immunitarie. In pratica, senza un intestino che funziona in maniera efficace siamo assolutamente carenti in quanto a capacità di difesa rispetto all’aggressione di microrganismi, allergie e malattie di vario tipo e non solo di quelle correlate all’apparato gastrointestinale. Tra le patologie dell’organismo legate alla cattiva salute intestinale troviamo: artrite, affaticamento, eruzioni cutanee, psoriasi, dolori muscolari, allergie, infezioni genitourinarie. Tra quelle propriamente intestinali: colite, diverticolite, morbo di Crohn, sindrome dell’intestino irritabile.


In un intestino sano la flora batterica (l’insieme di microrganismi che colonizzano l’apparato digerente) vive in uno stato di equilibrio. La competizione tra microbi impedisce infatti che una sola specie diventi invadente e che riversi nell’organismo tutti i suoi prodotti di scarto o tossine.
Quando qualcosa interviene a modificare questo equilibrio iniziano i problemi di salute.
A seguito di questi cambiamenti può accadere che i microbi (o i funghi o i lieviti) proliferino straordinariamente nel colon e invadano quindi anche il tenue e lo stomaco rendendo difficile la digestione, contendendosi i nutrienti e sovraccaricando l’intestino con le loro tossine di scarto. L’assorbimento di vitamina B12, così importante per il sistema nervoso, in questa situazione può venire ostacolato. Idem quello della vitamina K e di altre porzioni delle vitamine del complesso B.
Aumentano i processi putrefattivi (in caso di eccessi di proteine animali) e fermentativi (in caso di eccesso di carboidrati raffinati e zuccheri) nell’intestino dove l’equilibrio microbico è venuto a mancare.

Le famiglie principali di microrganismi in grado di mantenere in salute l’intestino sono i bifidobatteri e i lattobacilli, e primo fra tutti l’acidophilus.
I bifidobatteri promuovono la produzione di vitamine del gruppo B coinvolte nel rafforzamento del sistema immunitario. In secondo luogo incrementano l’azione immunostimolante di difesa dalle infezioni da agenti nocivi.
Il Lactobacillus acidophilus invece concorre a migliorare il sistema difensivo immunitario della mucosa intestinale grazie all’aumento della produzione di linfociti B e T e alla migliore concentrazione di anticorpi IgM.



Gli alimenti che fanno bene all’intestino
Avena: ha ottime fibre molto utili per regolarizzare le funzioni intestinali.
Caco: combatte le infiammazioni intestinali.
Carciofi crudi: utili nelle infezioni intestinali e nelle diarree croniche.
Carota: antiputrida, regolarizza l'intestino e aiuta la cicatrizzazione della mucosa; quella nera inoltre contiene antiossidanti di qualità
Cavolo: cicatrizzante e antinfiammatorio, ottimo sotto forma di succo anche con la carota;
Mela: la mattina è depurativa, la sera lassativa, grattugiata è ottima contro le diarree infantili. L'infuso combatte i disturbi intestinali, soprattutto con radice di liquirizia.
Mirtillo: antisettico, combatte fermentazioni e dissenteria.
Miso: è ricco di fermenti utili per il benessere gastrointestinale.
Orzo: rinfrescante ed emolliente, favorisce il transito intestinale.
Patata: emolliente per le mucose, favorisce la funzionalità dell'intestino, combatte stipsi ed emorroidi.
Riso: integrale è antifermentativo e anticolitico, contiene poi tricina, sostanza che contrasta la sintesi degli eicosanoidi (agenti biologici legati ai processi infiammatori).
Saraceno granoricco di antiossidanti, è fortemente antinfiammatorio.
Semi di Lino:  ricchi di fibre e antiossidanti, vanno macinati al momento dell'uso con una macinacaffè e aggiunti a yogurt, frutta, insalate o altro.

Qualche altro consiglio…
Beviamo tanta acqua. L’organismo deve essere sempre idratato: bevi 1,5-2 litri di acqua al giorno.
Limitiamo gli zuccheri e i condimenti.
Muoviamoci! L’attività fisica regolare (anche camminare e fare le scale) è importante per la salute dell’intestino.

venerdì 9 marzo 2018

Alloro, una fama che viene da lontano

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Oggi voglio dedicare questo spazio ad una pianta aromatica mediterranea dalle numerose proprietà salutari, l’alloro o lauro, la cui conoscenza dipende soprattutto dai poeti che utilizzavano l’alloro come simbolo di fama e riconoscimento. Nella mitologia sia greca che romana, l’alloro aveva una connotazione di sacralità.  


In ambito culinario, l’alloro è utilizzato per lo più come aroma per carni e pesci, personalmente, aggiungo quasi sempre una foglia di alloro al mio brodo e spesso all’acqua di cottura della pasta.
Le foglie di alloro sono particolarmente ricche di vitamina C, quindi alleate del sistema immunitario e con proprietà antiossidanti. Ricche anche di acido folico e di vitamina A. di potassio, il rame, il ferro, il selenio, il magnesio e lo zinco, sali minerali che come abbiamo visto più volte, sono fondamentali per l’equilibrio e il benessere dell’organismo.
Le proprietà benefiche dell’alloro nascono dalla presenza di oli essenziali contenuti nelle bacche e nelle foglie. L’olio essenziale di alloro, infatti, è ricco di numerosi estratti come l’eucalipto, il pinene, il geraniolo, il cineolo, l’eugenolo, il terpineolo. Dal punto di vista erboristico, l’alloro ha proprietà astringenti e diuretiche, favorisce l’appetito e dà sollievo dai dolori di stomaco e da coliche.


Vediamo nel dettaglio come impiegare l’alloro perchè possa esprimere al meglio le sue proprietà
• Digestione
Ho letto che secondo la medicina ayurvedica, bere un infuso di foglie d'alloro contribuisce a regolare e migliorare la digestione, soprattutto nei casi di gonfiore e costipazione. Ha infatti proprietà diuretiche che aiutano a liberarsi degli eccessi di tossine, ma è anche ricco di enzimi che migliorano l'azione digestiva del succhi gastrici. 
• Per i capelli
Un infuso d'alloro aiuta a prevenire la caduta dei capelli e a ridurre la forfora. È sufficiente mettere qualche foglia in una pentola contenente acqua e portare a ebollizione. Dopo che l'infuso è diventato tiepido, possiamo utilizzarlo per risciacquare i capelli (dopo lo shampoo), massaggiando delicatamente la cute. 
• Tosse, raffreddore, influenza
Un infuso di alloro può aiutare ad alleviare i sintomi delle influenze stagionali o delle infezioni delle vie respiratorie grazie all’effetto espettorante di questa pianta. Si può bere l’infuso ma anche applicarlo sotto forma di impacco caldo sul petto.
• Dormire bene
L’alloro ha effetti rilassanti sull’organismo. Una tisana a base di queste foglie concilia il sonno.
• Circolazione sanguigna
L'alloro contiene acido laurico, linoleico e oleico, questi composti sono di grande aiuto per regolare la circolazione sanguigna.
• Disintossicare: 
l’alloro è un buon rimedio naturale per pulire e disintossicare il fegato. I principi attivi presenti nelle foglie hanno anche proprietà epatoprotettive.

lunedì 5 febbraio 2018

Bianche, ramate e rosse, le cipolle non possono mancare in cucina

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Nota ed apprezzata sin dall’antichità la cipolla è presente sulle nostre tavole quasi quotidianamente. Anche gli studi scientifici più recenti confermano la ricchezza di virtù di questo frutto della nostra terra. Oggi voglio accompagnarvi alla scoperta di qualche particolarità.


Iniziamo a conoscerla dal punto di vista nutrizionale.
Ha pochissime calorie, solo 26 kcal per 100 gr.
Contiene carboidrati, fibre, potassio, magnesio, fosforo, calcio, vitamina A e vitamina C. Ed è particolarmente ricca d’acqua: su 100gr ben 92 sono di liquidi.
- bianca, rossa - come quelle di Tropea - oppure dorata, la cipolla al suo interno è di un bel bianco lucido e croccante e appartiene al gruppo di frutta e verdura di colore bianco, dalle preziose proprietà nutritive.
E’ un potente antibatterico naturale  grazie allo zolfo e alla quercetina che svolgono un’azione di contrasto della crescita di microrganismi dannosi, come batteri e lieviti quindi utile nella cura delle infiammazioni alle vie respiratorie e anche delle forme influenzali.
La quercitina di cui la cipolla è particolarmente ricca, svolge un’azione protettiva anche nei confronti di alcuni tipologie tumorali, come ad esempio quelle gastrointestinali.
Anche la allinasi (che quando incontra il liquido presente sul bulbo oculare si trasforma in acido solforico ed è responsabile della lacrimazione degli occhi) possiede proprietà antisettiche.
L’inulina contrasta i processi infiammatori.
Tra i sali minerali di cui è ricca, primo tra tutti il potassio che contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso e alla normale funzione muscolare oltre che a mantenere regolare la pressione sanguigna; aiuta a depurare l’organismo favorendo l’eliminazione dell’acqua in eccesso dalle cellule.
La fibra invece mantiene in salute l’intestino. Quella solubile come la pectina, se assunta giornalmente in almeno 6 g, contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue.
Secondo recenti studi scientifici la cipolla è in grado di abbassare la glicemia grazie ad alcuni suoi composti, come la glucochinina, che agiscono in modo simile all’insulina.
Altro principio benefico contenuto nella cipolla è l’allilsolfuro, che rende il sangue più fluido e meno incline alla formazione di trombi. 


Le cipolle rosse, in modo particolare le pregiatissime cipolle rosse di Tropea (varietà calabrese che è diventata famosa in tutto il mondo per il suo sapore dolce e aromatico), sono più adatte per essere mangiate crude soprattutto per il maggior contenuto di flavonoidi che la cottura, specie se drastica, contribuisce a ridurre.
Le cipolle bianche sono più indicate per essere cotte.
Per le persone che soffrono di iperacidità, di gastrite o di ulcera gastroduodenale è preferibile che la cipolla venga mangiata cotta.
Ogni volta che si consuma un cibo grasso (uova, pesce, carne, ecc) un piccolo contorno di cipolla rossa cruda migliora la digestione e l’assorbimento dei grassi promuovendo il colesterolo buono HDL.


Curiosità
Tagliare le cipolle è un compito difficile: come evitare di piangere dopo pochi secondi? Usando un coltello affilatissimo, lavandole bene o mettendole in freezer 10-15 minuti prima di tagliarle, oppure bagnare con acqua calda la lama del coltello, o mettere la cipolla a bagno per almeno un’ora prima del taglio.
Non conservare in frigorifero cipolle e patate insieme, le cipolle assorbono l'umidità delle patate e vanno a male velocemente.
Per rimuovere l’odore di cipolla dalle mani, è necessario strofinare  con aceto, sale o succo di limone e successivamente lavare le mani con acqua calda e sapone
Se si è colpiti da una vespa è utile passare sulla zona colpita una cipolla fresca, tagliata a metà: si eviterà la formazione del gonfiore e l’inevitabile prurito. Dopo qualche minuto, sciacquare con acqua tiepida.